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Trassi sane le carni invitto il core
fra i fervidi ogli e tra i carboni accesi,
soffrii strazi e flagelli e i membri illesi
tosto mi rese angelico favore. 8
Non mi nocque il serpente, assai men rio
del prefetto crudel. Con santo zelo
priva di lingua ancor diei lodi a Dio. 11
Cadde a miei piedi l idolo di Delo.
Fra le saette al fin lo spirto mio
se ne volò, quasi saetta, al cielo. 14
Letteratura italiana Einaudi 309
Ciro di Pers - Poesie
242.
Per la stessa
«I membri miei di fango vil contesti
strazia a tua voglia, empio tiranno, e rio,
ma l alma che dal ciel m infuse Dio
qual me la diede, inviolata, resti. 4
Ogni piú fier tormento omai s appresti
fin che s appaghi il tuo crudel desío.
Quante doglie terrene ha l corpo mio
tanti ha l anima mia piacer celesti». 8
Cristina a Giulian cosí dicea
mentre d acuti calami mortali
empio saettator la trafigea. 11
E con le penne di que crudi strali,
onde l corpo gentil ferito avea,
per volarsene al ciel si fece l ali. 14
Letteratura italiana Einaudi 310
Ciro di Pers - Poesie
243.
Santo Antonio di Padova
Da l esperio ocean qual sol lucente
a rischiarar questa terrena mole
sorge Antonio e passar per grazia vuole
co suoi raggi a bear l eneta gente. 4
Miracolo novel che n occidente
nasca e sen passi in ver levante il sole!
Ma tramontar nascendo il giusto suole
ed aver ne la morte il suo oriente. 8
Quindi ha del lusitan gloria maggiore
l euganeo e l santo eroe di santo zelo
piú che l Tago la Brenta avvien ch onore. 11
Colà veste, qui spoglia il fragil velo,
colà nasce mortal, qui divo more,
Lisbona il dà a la terra e Padoa al cielo. 14
Letteratura italiana Einaudi 311
Ciro di Pers - Poesie
244.
Meditazione in andando alla santissima comunione
O del divino amor stupendo eccesso!
O di bontà meraviglioso effetto!
A l uom ribelle e di rie colpe infetto
Dio per cibo e bevanda offre se stesso. 4
Signor, poiché l comandi, anch io m appresso
a la mensa del Ciel. Sotto il mio tetto
ch entri degno non son. Troppo imperfetto
l ha reso il mio fallir sí grave e spesso. 8
Ma, se fusser celesti i sensi miei,
te Creator te Redentor te Dio
ricettar degnamente io non saprei. 11
Tal maestà come albergar poss io,
vil verme? Ah, tu che in ogni loco sei
te medesmo ricevi entro al cor mio. 14
Letteratura italiana Einaudi 312
Ciro di Pers - Poesie
245.
In morte del duca Francesco d Este
Nato a rinovellar gli antichi pregi
de l azio sangue era Francesco ed era
chiaro splendor d alta virtú guerriera,
gran timor, gran speranza a piú gran regi4
e prudenza e fortezza eran suoi pregi
fra la togata e fra l armata schiera,
giva di sí gran figlio Italia altera,
tutta Europa ammirava i fatti egregi. 8
Già de l aquila bianca i duri artigli
paventava la negra e l gran serpente
o temeva o sperava ombra di gigli, 11
quando d iniqua morte arco nocente,
contro cui nulla ponno armi o consigli,
spenti ha i timori e le speranze ha spente. 14
Letteratura italiana Einaudi 313
Ciro di Pers - Poesie
246.
Senator veneto sommerso per borasca
nel Canal Grande
Al naufragar di navicella errante
ti rapí, Foscarini, il fato avaro.
Ah, ch a un sol di giustizia inclito e raro
per dar l occaso il mar solo è bastante. 4
Contro l ardor d un sen di gloria amante
contro un lume d onor splendido e chiaro
contro un fermo proposito s armaro
gelid acqua atra notte aura inconstante. 8
Ogn opra tu votasti ogni consiglio
a l amor de la patria a gl interessi,
né schivasti per lei danno o periglio. 11
Quindi il cielo assentí che tu dovessi,
de l adriaca Teti amato figlio,
spirar la vita entro i materni amplessi. 14
Letteratura italiana Einaudi 314
Ciro di Pers - Poesie
247.
In morte dibella donna di casa d Arco
Quel bel ch ogn occhio aveva a sé rivolto,
che fu del cieco dio ch a cori impera
arco a trionfi, anzi a le glorie sfera,
è caduto è sparito è già sepolto. 4
È morta Livia. Ahi, ch ad Amore ha tolto
il maggior fregio la fatale arciera,
onde dispiega vincitrice altera
le sue pallide insegne entro l bel volto. 8
Dunque fia ch ogni ben morte n invole?
Dunque osato ha votar l empia faretra
contro lei, ch era in terra un novo sole? 11
Ah, che quest arco trasportò ne l etra
il gran rettor de la celeste mole
per far un plettro a la stellata cetra. 14
Letteratura italiana Einaudi 315
Ciro di Pers - Poesie
248.
Per la campana nel regno d Aragona
che suona alle volte da per se stessa et allora
tal suono vien stimato portentoso e nuncio di sciagure
Ne sgrida il ciel co l portentoso suono
di quel sacro metallo e ne spaventa.
De fulmini invisibili, che avventa
qua giú vindice Giove, è questa un tuono. 4
Chieda, supplice, ogn un, chieda perdono,
perché l ira di lui scenda piú lenta.
Non men che la capanna umil paventa
de purpurei tiranni eccelso il trono. 8
Teme ogn un, poiché mentre è l cielo irato
cade il basso virgulto e l alto cerro,
oppresso quel, se questo fulminato. 11
Voce è del cielo e dritto è, s io non erro,
che, mentre parla, il non mutabil fato
bocca di bronzo e lingua usi di ferro. 14
Letteratura italiana Einaudi 316
Ciro di Pers - Poesie
249.
Al signor Pichisino
Non s hanno a temere i mali minacciati a corpi
Con ferruginea man del dio bifronte
il feroce Gradivo apre le porte.
Di tosco acheronteo tinte la morte
l aspre saette a nostri danni ha pronte. 4
D atre nubi coperto il ciel la fronte
par che di Pirra il secolo n apporte,
Bacco e Cerere oltraggia iniqua sorte
sí ch a cercar s avrà la quercia e l fonte. 8
Minaccia irato il ciel, tremi e paventi
il volgo, o Pichisin, che solo al frale
di se medesmo ha i suoi pensieri intenti. 11
Ma nostra cura sia sol l immortale
cui nuocer altri indarno avvien che tenti
se noi fabri non siam del proprio male. 14
Letteratura italiana Einaudi 317
Ciro di Pers - Poesie
250.
L autore travagliato da mal di vertigini
Di questo picciol mondo in su le cime
gli spirti miei talor volgonsi attorno
rapidi sí che mi s infosca il giorno
e l piè cadente orme mal fide imprime. 4
È de mobili cieli il piú sublime
c ha l altro in sen di tante stelle adorno
co l suo rotar vertiginoso intorno
ciò che s erge qua giú crolla e deprime. 8
Del capo le vertigini e del mondo
trarran tosto a cadere entro la buca
questo fragile mio terrestre pondo. 11
Nulla a sperar stabilità s induca
l uom: ch ogni cosa in questo basso fondo
sotto a sí gran vertigine è caduca. 14
Letteratura italiana Einaudi 318
Ciro di Pers - Poesie
251.
Al signor Giulio di Sbroiavacca
In morte della signora contessa Maddalena di Porcia
sua consorte
Quella ch in terra piangi in cielo è diva,
Giulio, né punto a lei grato è l tuo pianto,
a lei ch al riso eterno ascesa intanto
da l umane tempeste è giunta a riva. 4
Pensa, prego, com ella è bella e viva
piú che mai fosse al sommo bene a canto,
splende fregiata di sidereo manto
e con l oro degli astri il crine avviva. 8
Seco festeggia la beata schiera
de gli otto vostri figliuoletti e gira
d intorno al centro de l empirea sfera. 11
Con le menzogne sue qui non delira
Pindo, ma questa è verità sincera,
perché dunque si piange e si sospira? 14
Letteratura italiana Einaudi 319
Ciro di Pers - Poesie
252.
Per la morte di don Iginio Maniaco
maestro dell autore nella grammatica
Se per te d Ippocrene a la bell onda
trovai la via, se tu mi fusti scorta,
se de pimplei recessi a me la porta
apristi tu con man dotta e faconda,4
Igino, è dritto ben ch ampi diffonda
rivi di pianto e che con guancia smorta
mi lagni al tuo sparir, che l verno apporta 8
ignoto dianzi a la castalia sponda.
Imparato a spogliarsi hanno gli allori
l antico verde e dolorosi in vista
d un languido pallor vestonsi i fiori. 11
Questo pensier però de l alma trista
trovo bastante a disgombrar gli orrori
che, se Pindo ti perde, il ciel t acquista. 14
Letteratura italiana Einaudi 320
Ciro di Pers - Poesie
253.
Per la tomba del Tasso
La tomba ad onorar del gran Torquato
indarno lo scalpel stancano i marmi,
Dedalo per altrui l arte risparmi
ch ei splende assai de propri fregi ornato. 4
Di Lete ad onta e del gran veglio alato
entro gl illustri e gloriosi carmi,
che sí dolci sonar d amori e d armi,
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